• Home
  • Impostazioni
Il progetto SWITCH
  • Food Index
  • Approfondimenti dal progetto
  • Gli hub SWITCH
  • Su SWITCH
SWITCH
Finanziato dall'Unione Europea. Le opinioni e i punti di vista espressi sono tuttavia solo quelli dell'autore/i e non riflettono necessariamente quelli dell'Unione Europea. Né l'Unione Europea né l'autorità concedente possono essere ritenute responsabili.
SWITCH – Numero progetto: 101060483
Bando: HORIZON-CL6-2021-FARM2FORK-01-15:
Transizione verso comportamenti alimentari sostenibili e salutari
Informativa sulla privacy
European Union Logo
SWITCHEuropean Union Logo
Numero progetto: 101060483
Informativa sulla privacy

Evento

Filiere locali, identità e futuro sostenibile

Filiere locali, identità e futuro sostenibile
Il 12 febbraio si è svolta un’importante iniziativa dedicata alla valorizzazione delle filiere locali dei cereali, dei legumi e del mandorlo in Sardegna.
Il Programma, realizzato in stretta collaborazione con i Gruppi di Azione Locale (GAL), nasce con l’obiettivo di promuovere e rafforzare i sistemi locali di produzione e consumo, mettendo al centro le comunità, le imprese agricole e le tradizioni agroalimentari dei territori.

Gli obiettivi del Programma
L’iniziativa punta ad accorciare le filiere e creare relazioni dirette tra produttori, trasformatori e consumatori, per:
> valorizzare la produzione locale;
> garantire qualità e tracciabilità;
> rafforzare l’economia e l’identità dei territori;
> ridurre l’impatto ambientale;
> tutelare la biodiversità agricola e le varietà autoctone.

Particolare attenzione è dedicata ai prodotti tradizionali derivati da cereali e legumi – pane, pasta e prodotti da forno – e ai dolci tipici realizzati con mandorle sarde, simboli riconosciuti della cultura alimentare isolana.

Le filiere coinvolte
Legumi: nutrienti per un futuro sostenibile
I legumi rappresentano una filiera strategica dal punto di vista nutrizionale, ambientale ed economico.
Sono alimenti proteici antichi e preziosi, fondamentali per una dieta sana ed equilibrata. Dal punto di vista agronomico sono colture azotofissatrici, ideali nelle rotazioni, capaci di migliorare la fertilità dei suoli e ridurre l’uso di fertilizzanti chimici.
Non a caso la Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) li definisce “nutrienti per un futuro sostenibile”, riconoscendone il ruolo chiave nei sistemi alimentari resilienti.

Cereali: identità e tradizione
I cereali sono alla base della tradizione alimentare sarda e costituiscono una filiera storica e identitaria.
Il percorso valorizza le varietà locali e i prodotti della trasformazione – pane, pasta e prodotti da forno tradizionali – per cui la Sardegna è ampiamente riconosciuta.
La filiera cerealicola contribuisce a conservare pratiche agricole storiche e a rafforzare il legame tra produzione, trasformazione e consumo locale, sostenendo economie di prossimità e saperi tradizionali.

Mandorlo: cultura e artigianalità
La coltivazione del mandorlo riveste un ruolo importante perché strettamente legata alla produzione dei dolci tradizionali sardi.
Il percorso si concentra sulle varietà autoctone e sulla loro trasformazione artigianale. Sostenere questa filiera significa rafforzare il ruolo dei piccoli produttori, mantenere vive tradizioni culturali uniche e promuovere produzioni di qualità fortemente legate ai territori.

Attività e metodo
L’iniziativa si sviluppa attraverso un percorso di animazione territoriale e ascolto attivo, con momenti di confronto tra:
> produttori agricoli
> trasformatori
> ristoratori
> mense scolastiche
> cittadini
> GAL

Gli incontri sono concepiti come spazi aperti di dialogo, finalizzati a condividere esigenze, criticità e opportunità e a costruire collaborazioni durature lungo le filiere.
In particolare si intende:
> censire i portatori di interesse e le filiere corte esistenti;
> analizzarne il funzionamento;
> individuare criticità e opportunità di sviluppo;
> favorire il rafforzamento delle filiere esistenti e stimolare nuove esperienze;
> accrescere la consapevolezza dei consumatori, con attenzione alla ristorazione scolastica e al settore Ho.Re.Co.

L’incontro del 12 febbraio ha rappresentato un primo passo concreto verso la costruzione di reti territoriali più solide, capaci di coniugare qualità, sostenibilità e identità culturale.
Un percorso che mette al centro il cibo come leva di sviluppo locale, tutela ambientale e coesione sociale.